AFTERHOURS – Hai Paura del Buio Tour

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PARCO LA CITTADELLA – PISA – 7 SETTEMBRE 2014

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Ebbene sì, dopo anni ecco che la band di Manuel Agnelli torna a proporci il vecchio ma nuovissimo album “hai Paura del buio?” incredibile capolavoro alla sua prima uscita ed ancora oggi, grazie agli ospiti di eccellenza che l’hanno fatto rivivere. Nelle collaborazioni vediamo coinvolti nomi internazionali come Mark Lanegan, Greg Dulli, Damo Suzuki, Robert Wyatt, Joan Wasser (ed altri) ma anche personaggi di spicco nazionale come i Marta sui Tubi, Edoardo Bennato, Eugenio Finardi, Piero Pelù, Ministri, Luminal (ed altri).
Gli Afterhours non si sono limitati infatti a rimasterizzare ed aggiungere qualche track all’album, bensì hanno deciso di allegare un bonus disc nel quale hanno ospitato fiori di musicisti per risuonare e cantare da zero la celebre scaletta, con l’obiettivo di offrire al pubblico versioni nuove e rivisionate per l’occasione. Avremmo forse preferito che le vecchie versioni delle track lasciassero più spazio d’espressione dell’ospite coinvolto e non restassero così fedeli all’originale ma comunque ascoltando questi brani respiriamo l’eternità dei pezzi scritti dalla band. Quando qualcuno lo ha fatto, ecco emergere i risultati più intriganti, come nel caso dei Luminal (Targa Mei 2013 come Disco dell’Anno) che trasmutano “Elymania” in forme electro. Oppure John Parish che immerge “Terrorswing” nell’avanguardismo etno-jazz. Ma non tutti se la sentono di sfidare il giudizio dei fan oltranzisti, ed è probabile che il rispetto verso queste canzoni sia così grande che in molti abbiano preferito non scombinare troppo le carte. Ci prova Finardi, e fa bella figura con una sentita versione di “Lasciami leccare l’adrenalina”, che nelle sue mani diventa una dolente ballad noir.
La grazia di Rachele Bastreghi è perfetta per interpretare a due voci con Manuel l’ambiguità di “Mi trovo nuovo”, l’energia dei Ministri revisiona “Sui giovani d’oggi ci scatarro su”, i Bachi da Pietra conferiscono pesantezza a “Punto G”, Samuel si ritaglia per benino l’hit “Voglio una pelle splendida” (che sarà il primo singolo), i Fuzz Orchestra(con Vincenzo Vasi al theremin) dimostrano di trovarsi a proprio agio nel delirio di “Questo pazzo pazzo mondo di tasse”.
Rispetto alla Tracklist originale è stata aggiunta la b-side “Televisione” (qui con Cristina Donà e Robert Wyatt), mentre “Male di miele” viene rieseguita con Piero Pelù al termine della scaletta, dopo che nella sequenza canonica era stata condivisa con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.

Pur se registrato in vari studi sparsi per il mondo (Milano, Brooklyn, Los Angeles, Pasadena) e con l’intervento di diversi produttori (oltre ad Agnelli, citiamo almeno Tommaso Colliva, Giulio Ragno Favero, Enrico Gabrielli, Greg Dulli), il disco mantiene un’elevata omogeneità nei suoni. Accanto agli ospiti di turno, gli Afterhours sono sempre presenti, tutti o in parte, e così spesso dalle retrovie si può udire Manuel alle prese con un coro, il violino di Rodrigo D’Erasmo, il basso pulsante di Roberto dell’era, le sperimentazioni soniche di Xabier Iriondo, i ricami elettrici di Giorgio Ciccarelli o il drumming di Giorgio Prette.
Con questo cd gli Afterhours si propongono di ottenere nuovamente visibilità internazionale, uscire dai confini del Paese e calcare (come già fatto in passato) le scene extraeuropee. Ora l’album verrà portato in tour ed eseguito per intero, cosa che ci rispedirà gioco forza indietro nel tempo. Energia, Candore, Rifiuto, Ironia, Rabbia, Urgenza ed una dosata ma amabile Arroganza furono gli ingredienti che consacrarono questo disco come una gemma dalla lucentezza assoluta e difficilmente imitabile, come un tornado liberatorio che dissotterra sensazioni devasafterhourstate dal furore giovanile degli anni ’90.

Gli Afterhours lanciano il loro album d’esordio nel 1990 “During Christine’s Sleep” che sottolinea già il grande talento rock del gruppo milanese.

Nel 1993 esce l’album Pop Kills Your Soul.

Nel 1995 è la volta di Germi, il primo album interamente cantato in lingua italiana. L’album contiene sperimentazione pop, ironia, melodia e rumore.

Nel 1997 gli Afterhours firmano un contratto con la Mescal e registrano l’album “Hai paura del buio?” che riporteranno alla luce con il tour del 2014 con tappa a Metarock di Pisa.

Questi anni vedono gli Afterhours molto produttivi, infatti nel maggio 1999 esce “Non è per sempre”, nel 2000 il libro di Manuel Agnelli (leader della band) intitolato “il meraviglioso tubetto” messo in vendita abbinato al cd contenente tracce inedite rispetto all’ultimo album. Nel 2001 esce “Siam tre piccoli porcellin”, album live della band. Il 2002 è l’anno di “Quello che non c’è” piazzatosi clamorosamente alla quarta posizione della classifica ufficiale di vendita.

Dopo anni di duro lavoro, tour e partecipazioni eccezionali di grandi nomi italiani e stranieri nel 2005 esce “Ballata per piccole iene” anticipata dall’emissione dei maggiori ntw italiani del singolo “ballata per la mia piccola iena”. La settimana seguente questo cd entrava nella classifica dei dischi più venduti in Italia direttamente alla seconda posizione! Il successo è stato talmente grande da spingerli a proporre questo cd anche in inglese con il titolo “Ballads For Little Hyenas”.

Il gruppo milanese adesso è famoso sia in Europa che in America e decidono di ritirarsi negli studi per registrare l’album “I Milanesi Ammazzano il Sabato” pubblicato su etichetta Universal nel 2008.

La formazione attuale è la seguente:
Manuel Agnelli: voce, chitarre
Giorgio Prette: batteria
Giorgio Ciccarelli: chitarre
Rodrigo D’Erasmo: violino
Roberto Dell’Era: basso
Xabier Iriondo: chitarre

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